La carie è la perdita di minerali dello smalto e poi della dentina, causata dagli acidi che i batteri della placca producono dagli zuccheri. All'inizio è una macchia bianca opaca con la superficie ancora integra, e in questa fase si può fermare con fluoro e igiene, senza toccare il dente. Quando la superficie si apre in una cavità serve un'otturazione, che da noi parte da 85 €. Se il dente fa male da solo, di notte, o il dolore resta a lungo dopo il freddo, il nervo è probabilmente coinvolto e la sola otturazione potrebbe non bastare più.
Una macchia scura su un molare, una fitta quando bevi qualcosa di freddo, il filo che si sfilaccia sempre nello stesso punto. Possono essere i primi segni di una carie, oppure niente di serio. Allo specchio non si distinguono, e la differenza conta: una carie presa presto si chiude in una seduta, una carie lasciata andare può arrivare al nervo e chiedere una cura molto più lunga.
In questa guida trovi come nasce una carie, come si capisce a che punto è, quando basta un'otturazione e quando no, e quanto costa nelle nostre sedi di Travagliato e Orzinuovi.
Come nasce una carie
La carie non è un buco che compare all'improvviso: è una perdita di minerali che va avanti per mesi. I batteri della placca, la pellicola che si riforma sui denti poche ore dopo averli lavati, usano gli zuccheri per produrre acidi. Quando il pH della placca scende sotto circa 5,5, lo smalto comincia a cedere minerali.
La dentina e la radice scoperta cedono già a un pH più alto, intorno a 6,2-6,7. Per questo una carie sul colletto di un dente con la gengiva che si è ritirata avanza più in fretta di una carie nello smalto.
Dopo ogni zucchero la saliva tampona gli acidi e, secondo le linee guida del Ministero della Salute, riporta il pH sopra la soglia in circa 30 minuti. Quando il pH risale, i minerali persi possono rientrare nello smalto, e il fluoro aiuta questo recupero. La carie si forma quando gli attacchi acidi sono così frequenti che questo recupero non riesce a tenere il passo.
Per questo conta quante volte al giorno lo zucchero arriva sui denti, più della quantità. Una bibita zuccherata bevuta durante il pasto è un attacco solo. La stessa bibita sorseggiata per un'ora tiene lo smalto sotto la soglia per tutto il tempo, e per la mezz'ora che segue.

Pesano anche altri fattori: quanta saliva produci, quanto fluoro arriva sui denti, quanto sono profondi i solchi dei molari, e le zone che lo spazzolino non raggiunge, soprattutto fra un dente e l'altro. L'Organizzazione mondiale della sanità stima circa 2 miliardi di persone con carie nei denti permanenti: è la malattia non trasmissibile più diffusa al mondo.
Come capire a che punto è
Il dolore è un cattivo indicatore. Finché resta nello smalto la carie non fa male, e anche quando è entrata nella dentina può restare silenziosa a lungo. Quando il dolore arriva, spesso la carie è vicina al nervo. A volte non arriva mai: la polpa muore senza dare segni, e ci si accorge del problema solo quando il dente si scurisce o compare un ascesso.

| Cosa noti | Cosa sta succedendo, di solito | Cosa si fa |
|---|---|---|
| Una macchia bianca e opaca, con la superficie liscia | Lo smalto ha perso minerali, ma è ancora chiuso | Fluoro, igiene mirata e un controllo nel tempo |
| Una macchia scura e ruvida, o il cibo che si infila sempre nello stesso punto | Probabilmente si è aperta una cavità, che lo spazzolino non riesce più a pulire | Di solito un'otturazione |
| Una fitta al freddo o al dolce che passa in pochi secondi | La dentina è esposta: per una carie, ma anche per un colletto scoperto o una vecchia otturazione che non sigilla più | Visita, per capire quale delle tre |
| Dolore che parte da solo, ti sveglia di notte o resta a lungo dopo il freddo | La polpa è infiammata, spesso in modo irreversibile | Visita a breve: di solito serve la terapia canalare |
| Gengiva gonfia vicino al dente, gusto di pus, dente dolente se lo tocchi | Probabile infezione in punta alla radice | Visita il prima possibile |
Allo specchio, poi, due cose non si vedono: la carie fra un dente e l'altro, che si cerca con le radiografie bitewing (le piccole lastre che si fanno stringendo un supporto fra i denti), e la carie che riparte sotto il bordo di una vecchia otturazione.
Se insieme al dolore compaiono gonfiore, febbre o un gusto di pus, non è più una carie da programmare: è il quadro dell'ascesso dentale, e va visto subito.
Quando la carie si può ancora fermare
La lesione iniziale è una macchia bianca gessosa e opaca, spesso vicino al bordo della gengiva o nei solchi dei molari. Sotto la superficie lo smalto è diventato poroso, ma lo strato esterno è ancora intatto. In questa fase i minerali possono rientrare: fluoro, placca rimossa ogni giorno proprio in quel punto, zuccheri meno frequenti.
Il dentista annota la macchia e la ricontrolla nel tempo. Se si è arrestata diventa lucida e dura, e si lascia stare: fresare uno smalto che si è già riparato significa togliere dente sano.
Non tutte le macchie bianche, però, sono carie. La fluorosi, dovuta a troppo fluoro assunto da bambini mentre i denti si formavano, e l'ipomineralizzazione di molari e incisivi (MIH), un difetto di formazione dello smalto, danno macchie simili che con la placca non c'entrano e non si trattano allo stesso modo. Anche per questo la diagnosi si fa in studio.
La finestra si chiude quando la superficie si rompe. Da lì la placca resta in una nicchia dove lo spazzolino non arriva, e la cavità tende ad allargarsi verso il nervo: aspettare che faccia male vuol dire, quasi sempre, un'otturazione più grande o una devitalizzazione.
Come si fa un'otturazione
Di solito basta una seduta, in anestesia locale: senti l'acqua e la vibrazione degli strumenti, non dolore.
Il dente viene isolato con la diga di gomma, un foglio sottile che lo separa dal resto della bocca. Non è un eccesso di scrupolo: il composito, la resina del colore del dente con cui si ricostruisce, si lega bene solo a una superficie pulita e asciutta.
Si toglie il tessuto cariato, si ricostruisce il dente a strati, indurendo ognuno con una luce blu, e alla fine si controlla il morso e si lucida. Il composito indurisce subito con la luce: puoi mangiare normalmente appena passa l'effetto dell'anestesia.
Oggi le otturazioni si fanno quasi sempre in composito: dal 1° gennaio 2025 il regolamento europeo sul mercurio vieta l'amalgama, la vecchia otturazione grigia, salvo esigenze mediche particolari. Se hai ancora vecchie otturazioni in amalgama, al controllo si valuta se e quando sostituirle.
Se il pensiero della poltrona ti fa rimandare le cure, in entrambe le sedi è disponibile la sedazione cosciente, con un medico anestesista.
Quando l'otturazione non basta
L'otturazione cura la carie finché la polpa è sana o può ancora riprendersi. Non cura un nervo infiammato in modo irreversibile, né uno già infetto.
Si valuta la terapia canalare quando la carie ha raggiunto la polpa, quando il dolore è quello di una pulpite irreversibile (spontaneo, notturno, che resta a lungo dopo lo stimolo) o quando la polpa è morta e in punta alla radice si è formata un'infezione. Fasi, tempi e costi della cura sono nella guida sulla devitalizzazione, e come lavoriamo è descritto nella pagina dell'endodonzia.
C'è poi la carie molto estesa con la polpa ancora sana. Se il dente ha perso una parete o una cuspide, un'otturazione sempre più grande non è un buon piano: le pareti rimaste si flettono a ogni morso e rischiano di spaccarsi. In quel caso si valuta una ricostruzione più ampia, un intarsio fatto su misura in laboratorio o una corona: quale delle tre, lo si decide in visita guardando quanto dente sano è rimasto.
Se invece il dente si è spezzato per un colpo o un morso, non per una carie, i primi passi sono diversi e li trovi nella guida sul dente rotto.
Quanto costa un'otturazione
Da noi un'otturazione parte da 85 €. Quanto costa davvero dipende da quanto è estesa la carie e da dove si trova, e lo si sa in visita, dopo aver visto il dente.
Se il dente ha bisogno anche della terapia canalare, di una ricostruzione con perno o di una corona, sono cure diverse dall'otturazione, con i costi indicati nelle guide sulla devitalizzazione e sulle protesi fisse.
Per sapere se la tua polizza sanitaria o il tuo fondo rientrano fra quelli convenzionati, e come si può pagare, c'è la pagina convenzioni e pagamenti.
La ragione per non aspettare è anche economica. Una carie presa piccola costa un'otturazione. La stessa carie arrivata al nervo costa la terapia canalare, la ricostruzione e spesso una corona, cioè una spesa di un altro ordine di grandezza, e lascia un dente più fragile. Un esempio di conto è nell'articolo su un sorriso sano con 12 euro al mese.
Nei bambini il dente da latte si cura
Un dente da latte cariato non è un problema da rimandare perché «tanto cade». Una carie trascurata può far male, infettarsi e far perdere il dente prima del tempo, quando il permanente sotto non è ancora pronto e lo spazio rischia di chiudersi. Nei denti da latte, poi, la carie avanza più in fretta, perché lo smalto è più sottile.
Sui molari permanenti appena spuntati, intorno ai 6 anni e poi ai 12, i solchi profondi si possono sigillare con una resina fluida prima che la carie ci entri. È una prestazione di pedodonzia, non un'otturazione: del dente non si toglie niente.
A che età portarli la prima volta, e perché il biberon zuccherato la notte è uno dei rischi più sottovalutati, lo trovi nella guida sulla prima visita dal dentista.
Come si previene
Il dentifricio deve contenere almeno 1000 ppm di fluoro ed essere usato due volte al giorno: è la raccomandazione delle linee guida del Ministero della Salute dai 6 mesi di età in poi. Fino ai 6 anni la dose è quella di un pisello, messa da un adulto. Nell'adulto, secondo le linee guida per l'età adulta, il dentifricio fluorato riduce le nuove carie di circa un terzo rispetto a una pasta senza fluoro.
Dopo lo spazzolino, sputa la schiuma senza risciacquare con l'acqua, o risciacqua il meno possibile. Il fluoro che resta sui denti continua a lavorare; un risciacquo abbondante lo porta via.
Lo spazzolino pulisce le facce che vede. Fra un dente e l'altro servono il filo o lo scovolino, una volta al giorno. Per l'adulto le linee guida raccomandano anche lo spazzolino elettrico, che rimuove più placca di quello manuale.
Sugli zuccheri, conta ridurre le occasioni più dei grammi. Il dolce va meglio a fine pasto che a metà pomeriggio, l'acqua è la bevanda della giornata, e una bibita zuccherata non si tiene sulla scrivania da sorseggiare. L'OMS raccomanda di tenere gli zuccheri liberi sotto il 10% delle calorie giornaliere, idealmente sotto il 5%. Nel conto entrano anche miele e succhi di frutta, compresi quelli senza zuccheri aggiunti.
Una gomma senza zucchero masticata dopo i pasti stimola la saliva, che riporta su il pH più in fretta. Le linee guida per l'adulto riconoscono un effetto preventivo anche allo xilitolo usato al posto dello zucchero.
Chi ha poca saliva, per farmaci, radioterapia o malattie che seccano la bocca, perde il tampone che rialza il pH e ha un rischio più alto. In quel caso non basta «lavarsi meglio»: servono controlli più ravvicinati e, spesso, un dentifricio a più alto contenuto di fluoro indicato dal dentista. Si parte da una visita di igiene e prevenzione, dove si decide anche ogni quanto fare la pulizia dei denti.
Domande frequenti
La carie fa sempre male?
No. Nello smalto non dà sintomi, e spesso resta silenziosa anche quando è già entrata nella dentina. Una fitta al freddo che passa in pochi secondi vuol dire che la dentina è esposta, per una carie o per altro. Il dolore che parte da solo, di notte, o che resta a lungo dopo lo stimolo è un segnale diverso: la polpa è coinvolta e l'otturazione da sola potrebbe non bastare. Aspettare il dolore per prenotare vuol dire saltare proprio gli stadi in cui la cura è più piccola.
Una macchia bianca sul dente va otturata?
Non per il solo fatto di essere bianca. Se la superficie è integra ed è una perdita iniziale di minerali, la prima scelta è arrestarla: fluoro, pulizia accurata di quel punto, zuccheri meno frequenti e un controllo per verificare che si sia fermata. Si ottura quando la superficie si rompe o la lesione avanza nella dentina. Alcune macchie bianche, poi, non sono carie ma difetti dello smalto come la fluorosi, ed è anche per questo che la diagnosi si fa in studio e non allo specchio.
Quanto costa un'otturazione?
Da noi un'otturazione parte da 85 €. Il costo esatto dipende da quanto è estesa la carie e da dove si trova, e si definisce in visita, dopo aver visto il dente. Se oltre all'otturazione servono la terapia canalare o una corona, sono cure diverse, con un preventivo a parte.
L'otturazione fa male?
No: si lavora in anestesia locale, e durante la seduta senti l'acqua e la vibrazione degli strumenti, non dolore. Il composito indurisce subito con la luce, quindi puoi mangiare normalmente appena passa l'effetto dell'anestesia, nel giro di qualche ora. Se la paura della poltrona ti fa rimandare le cure, in entrambe le sedi è disponibile anche la sedazione cosciente, con un medico anestesista.
Quanto dura un'otturazione in composito?
Non ha una scadenza fissa: gli studi a lungo termine trovano la grande maggioranza delle otturazioni in composito ancora al loro posto dopo dieci anni. Quanto dura la tua dipende soprattutto da quello che succede dopo, perché il motivo più frequente per cui un'otturazione va rifatta è una nuova carie sul bordo. Igiene, zuccheri e controlli regolari contano quanto il materiale, e le otturazioni piccole durano più di quelle che ricostruiscono gran parte del dente.
Conclusione
Una carie piccola si chiude con un'otturazione, in una seduta. Una carie arrivata al nervo è un'altra cura, più lunga e più costosa, e lascia un dente più fragile. A separare i due casi, quasi sempre, è il tempo passato senza sintomi: per questo la carie si cerca al controllo, invece di aspettare che faccia male.
Il Centro Dentistico Piovani Zubani ti aspetta a Travagliato, in Via Brescia 44, dal lunedì al sabato 8:30–20:30 (la domenica pomeriggio centralino attivo per le urgenze), e a Orzinuovi, in Via Francesca 8, dal lunedì al sabato 8:30–20:30.
Prenota una visita su prenota.piovanizubani.it: in quella seduta si capisce se la macchia si può fermare, se va otturata o se il dente ha bisogno d'altro.
Fonti
- Sugars and dental caries — Organizzazione mondiale della sanità
- Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva, aggiornamento 2013 — Ministero della Salute
- Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta, aggiornamento 2015 — Ministero della Salute
- Longevity of posterior composite restorations: a systematic review and meta-analysis — Opdam et al., Journal of Dental Research, 2014
- Il regolamento sul mercurio e l'amalgama dentale — Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica
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