In breve: Un impianto dentale non è un prodotto da comprare al ribasso: è un intervento di chirurgia che coinvolge strutture delicate come nervi e seni mascellari e va programmato e pianificato. Un percorso serio prevede una prima visita di un'ora con radiografia e preventivo, una seduta di igiene una settimana prima dell'intervento, una visita pre-chirurgica con TAC 3D (inclusa nel preventivo) ed eventuale mascherina chirurgica. Con questa pianificazione la fase chirurgica dura pochissimo e senza sorprese.
“Buongiorno signora, ho queste arance freschissime”
- ...*Bene!!!...mi dia anche due impianti dentali!!”
Ad oggi la perdita di un dente non spaventa più praticamente nessuno, perché gli impianti dentali ormai li conoscono tutti, e tutti ( fortunatamente) sanno che sono la soluzione migliore quando si perde un dente!.... molto meglio, in tanti casi, dei vecchi ponti!!
E un qualsiasi dentista, oggi, è in grado di eseguire tranquillamente uno o più impianti.
Anzi, si verifica la situazione opposta rispetto a qualche anno fa, quando a fare gli impianti erano pochissimi “specialisti”!!
Oggi infatti questo tipo di procedura viene eseguita praticamente da chiunque, in alcuni casi anche in maniera “superficiale”….. come battuta ho sentito una volta una paziente esordire:
“gli impianti ai denti oggi te li fanno anche al mercato quando compri le arance…e c’è chi addirittura ci organizza delle vacanze all’estero!!!”
Effettivamente questa frase non è un bel complimento per un dentista, ma la procedura per il posizionamento di un impianto oggi è veramente così semplice che, tra concorrenza e aumento della domanda, se ne sono viste proprio di tutti i colori!!!
Fare un impianto, per quanto rapido e semplice possa essere, o meglio possa sembrare, è comunque un intervento di chirurgia, che prevede l’assunzione di farmaci da parte del paziente, prevede a volte l’uso di un bisturi e comporta sanguinamento, richiede punti di sutura e mette noi dentisti in contatto con strutture anatomiche “delicate” come possono essere nervi, muscoli o seni mascellari (paroloni ad indicare, chiamiamole così, zone rosse!!).
Per cui è un tipo di intervento che va PROGRAMMATO E PIANIFICATO!!
DUE BELLISSIME PAROLE CHE CAMBIANO COMPLETAMENTE L’APPROCCIO A QUESTO TIPO DI LAVORO
ECCO COME CI COMPORTIAMO NOI:PUNTO 1
Innanzitutto, quando un paziente richiede un consulto per una visita in generale, che si tratti di impianti o meno, gli viene fissato un appuntamento per una Prima Visita della durata di 1 ora!
In questo appuntamento dobbiamo raccogliere i dati personali del paziente, l’anamnesi, far firmare i consensi al trattamento dei dati, per la privacy, GDPR, questionario Covid, provare la temperatura ecc. ecc.
Quindi ci si siede finalmente in poltrona con il medico e insieme si esegue la visita. Qualora ce ne sia la necessità viene eseguita una radiografia panoramica OPT e, insieme al paziente, la si visiona e si spiega il piano di cura e le varie scelte terapeutiche. Se necessario vengono fatte anche delle radiografie endorali (le radiografie “piccoline” che di solite venivano fatte tenere dal paziente con il dito in parte al dente).
Viene quindi emesso nella stessa seduta un preventivo e spiegato in ogni sua parte.
**PUNTO 2 **Secondo step per un paziente che dovesse fare impianti, se ha accettato il nostro piano di cura, è quello di fissare un appuntamento per una seduta di igiene orale (la pulizia) una settimana prima dell’intervento, anche se dovesse togliere tutti i denti per fare gli impianti, anche in questo caso della durata di 60 minuti.
Perché?? Perché in questo modo le nostre dottoresse igieniste già istruiscono i pazienti sulle manovre di igiene post-intervento e…. e diciamo che fare un impianto in mezzo a tartaro e gengive infiammate/sanguinanti non è il massimo!
PUNTO 3
Terminata la seduta di igiene orale, lo stesso giorno, il paziente passa con il medico che esegue la VISITA PRE-CHIRURGICA. Questa visita consiste in:
-un ripasso dell’anamnesi del paziente: farmaci assunti (mettendo bene in evidenza quelli più importanti),se ci sono eventuali allergie;
-si fornisce al paziente una ricetta medica dettagliata sui farmaci che dovrà prendere prima dell’intervento e dopo, con relative istruzioni (un protocollo a prova di bomba che praticamente annulla il dolore post- impianti);
-si danno al paziente le istruzioni post-intervento su cosa fare e non fare, cosa aspettarsi, consigli alimentari (così si può fare la spesa già una settimana prima senza essere colti impreparati!);
-si esegue la TAC 3D, una radiografia tridimensionale senza la quale nel nostro studio non si eseguono impianti: in questo modo sappiamo con precisione lo spessore e l’altezza ossea disponibile, potendo già scegliere il tipo di impianto che andremo a posizionare prima ancora di aver fatto l’anestesia!! (ovviamente TAC compresa nel preventivo di qualsiasi impianto, non è una voce a pagamento in più, ma viene eseguita solo a fini implantari);
-se necessario si esegue un’impronta con lo scanner intra-orale (non più le vecchie impronte che fanno venire l’urto del vomito!). L’impronta serve a preparare in anticipo gli eventuali provvisori e, più di frequente, a realizzare una mascherina chirurgica! Cosa sarebbe?? Una mascherina trasparente come quelle che raddrizzano i denti ma che permette di inserire l’impianto (o gli impianti) secondo una precisa inclinazione, permettendo a volte di non dover neanche fare l’incisione e non dare quindi i punti di sutura.
PUNTO 4
Finalmente il paziente può fare l’impianto:
tutto è già stato programmato nei minimi dettagli, il paziente sa esattamente cosa aspettarsi durante/dopo la seduta e anche il medico ha già tutto pianificato senza rischio di brutte sorprese…ecco che la fase chirurgica vera e propria può durare veramente pochissimo tempo!
Domande frequenti
Un impianto dentale si può mettere subito, nella stessa visita?
Non dovrebbe. Posizionare un impianto è tecnicamente rapido, ma resta un intervento chirurgico: prevede l'assunzione di farmaci, a volte l'uso del bisturi, comporta sanguinamento e punti di sutura e porta a lavorare vicino a strutture delicate come nervi e seni mascellari. Per questo va programmato, non improvvisato. Un percorso serio prevede una prima visita dedicata a raccogliere anamnesi, consensi e radiografie e a costruire il piano di cura, e solo dopo la fase chirurgica. Se ti viene proposto di operare seduta stante, senza esami tridimensionali e senza un preventivo scritto, quella fretta non è un servizio che ti stanno facendo.
Perché serve una TAC 3D prima di posizionare un impianto?
Perché è l'unico esame che dice con precisione quanto osso c'è, in altezza e in spessore, e dove passano le strutture da evitare. Con quel dato il tipo e la posizione dell'impianto vengono scelti prima di fare l'anestesia, non a intervento iniziato. Una panoramica bidimensionale non basta, perché schiaccia tutto su un piano e non permette di valutare lo spessore. Chiedi anche se la TAC è compresa nel preventivo dell'impianto o se è una voce a parte: è un'informazione che cambia il confronto tra due proposte economiche. Sul tema puoi leggere la nostra guida su quanto costa un impianto dentale.
Perché mi chiedono di fare l'igiene orale prima dell'intervento?
Perché operare in una bocca con tartaro e gengive infiammate e sanguinanti è una condizione peggiore per la guarigione, e perché quella seduta serve anche a insegnarti le manovre di igiene da fare dopo l'intervento. Farla circa una settimana prima dà il tempo ai tessuti di calmarsi e a te di arrivare all'appuntamento chirurgico sapendo già come pulire la zona operata. Vale anche se hai in programma di togliere diversi denti: non è una voce aggiunta al preventivo per gonfiarlo, è parte della preparazione.
Che cos'è la mascherina chirurgica usata per gli impianti?
È una guida trasparente, simile a quelle che si usano per allineare i denti, costruita a partire dall'impronta digitale e dai dati dell'esame tridimensionale. Serve a inserire l'impianto secondo un'inclinazione e una profondità decise prima dell'intervento, e non a occhio in poltrona. Il vantaggio pratico è che in alcuni casi permette di lavorare senza incisione, quindi senza punti di sutura, con un decorso più semplice. Non serve in tutte le situazioni, ma la sua presenza dice qualcosa sul livello di pianificazione con cui viene affrontato il tuo caso.
Cosa devo sapere prima di firmare per un intervento di implantologia?
Devi avere chiare quattro cose: quali farmaci prendere prima e dopo e con che schema, cosa aspettarti nelle ore e nei giorni successivi, cosa potrai mangiare, e chi chiamare se qualcosa non va. Sono informazioni che uno studio organizzato ti consegna in una visita pre-chirurgica dedicata, per iscritto e con abbastanza anticipo per farti la spesa e organizzare il lavoro. Chiedi anche quante sedute sono previste fino al dente definitivo e cosa succede nel frattempo. Puoi approfondire il percorso completo nella pagina dedicata all'implantologia.
Come faccio a capire se un impianto mi viene proposto in modo superficiale?
Guarda quanto tempo passa tra la proposta e la programmazione, e quanti dati ci sono in mezzo. I segnali di un approccio superficiale sono ricorrenti: nessuna anamnesi approfondita, nessun esame tridimensionale, un prezzo comunicato a voce, nessuna indicazione scritta sui farmaci e sul post operatorio, e la promessa che si risolve tutto in un attimo. Che la procedura sia diventata comune non la rende banale: la differenza tra un impianto che dura nel tempo e uno che crea problemi si costruisce quasi tutta prima dell'intervento, nella pianificazione.
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