In breve: Sì, anche in un centro con tanti dottori specializzati ogni medico conosce la storia clinica completa del paziente, grazie ai diari clinici digitali: schede in cui vengono annotati piano di cura, terapie eseguite, farmaci prescritti, commenti del paziente e decorso post operatorio, con backup giornaliero. Così si uniscono il lavoro di squadra di specialisti in diverse branche e il rapporto di fiducia medico-paziente tipico dello studio di paese.
In più di un’occasione abbiamo parlato dei vantaggi, ma anche delle necessità, di avere uno studio dentistico organizzato con tanti dottori-collaboratori.
Il che non significa, per forza, che sia indispensabile una grande struttura, ma più semplicemente che ci siano più dottori che lavorino in team con competenze diverse e complementari.
Questo perché l’odontoiatria oggi si è iper-specializzata (per fortuna!).
Da qui la difficoltà, se non l’impossibilità, che una sola figura medica possa conoscere nel dettaglio ogni singola branca.
Pensate alla “patologia orale”, branca sconosciuta a tantissimi dentisti.
La **conoscenza di questo argomento permette di poter fare diagnosi precoce di cancro orale! **
Nel nostro centro c’è una figura ad hoc che si dedica a questo aspetto fondamentale dell’attività odontoiatrica.
Tutto ciò per dare l’idea di come l’odontoiatria negli ultimi anni sia andata via via migliorando le prestazioni al servizio del paziente. Ad oggi gli strumenti, le capacità e le conoscenze per fare un’odontoiatria di alto livello ci sono, e sono a disposizione di tutti i dentisti.
È difficile però che vengano correttamente padroneggiate e messe in pratica da un solo medico.
O almeno questo discorso vale per me e per il mio socio: motivo per cui abbiamo deciso di organizzarci in una struttura, grande e complessa, che si avvale dell’aiuto di tanti collaboratori, ognuno specializzato in un campo preciso. Dove per specializzato si intende che si occupa principalmente di quello, che ha fatto corsi d’aggiornamento in merito e che è in continuo perfezionamento.
Questo discorso viene spesso condiviso dai pazienti quando glielo si spiega loro.
Tuttavia alcuni hanno un’obiezione in merito.
“in questo modo però perdo il rapporto di fiducia che ho con il mio dentista di riferimento, che sa tutto della mia bocca. Perché dalla cariettina, all’impianto, passando per la pulizia, è sempre lui che mi ha seguito e mi ha trattato”
Beh, in parte questo è vero.
Dico in parte perché se io mi occupassi di tutto all’interno della bocca dei miei pazienti, mi sarebbe difficile ricordarmi comunque ogni cosa.
Ma per assurdo ipotizziamo che io, o un qualsiasi altro dentista, abbia una memoria da elefante. Se fossi io l’unico dentista all’interno dello studio a mettere le mani in bocca ai propri pazienti occupandosi di tutte le loro problematiche, allora sì che mi sarebbe facile conoscere come le mie tasche tutte le loro bocche.
Per fortuna questo non avviene all’interno del nostro Centro dentistico a Travagliato, ma, nonostante questo, ogni dottore che si interfaccia con il paziente conosce perfettamente la sua storia clinica, anche se lo vede per la prima volta.
Tutti i dottori sanno tutto di ogni paziente: infatti per noi il paziente è prima di tutto una persona, non è un numero né “una prestazione” da fare.
E come è possibile che tutti i dottori sappiano, o meglio “possano sapere”, tutto di tutti i pazienti del centro dentistico.
Facilissimo: grazie ai DIARI CLINICI.
Il diario clinico è “la scheda digitale” su cui è indicato il piano di cura del paziente e le cose che devono essere fatte.
Ma oltre a quello c’è ovviamente una sezione “note” in cui viene scritto tutto quello che può essere utile a ricostruire la storia clinica del paziente:
-le cure a cui viene sottoposto durante l’appuntamento, le difficoltà riscontrate, ciò che andrà eseguito la volta successiva, i farmaci che eventualmente vengono prescritti
-i commenti riferiti dagli stessi pazienti alle assistenti o ai dottori
-le eventuali altre annotazioni riportate sul diario clinico dalle segretarie su suggerimento del paziente
-il decorso post-operatorio degli eventuali interventi raccontato dai pazienti alle nostre segretarie che il giorno successivo chiamano sempre per appuntarsi il loro stato di salute
-e così via
Insomma viene segnato tutto.
E tutto questo digitalmente, con un back up giornaliero!
Vuol dire che tutti i dottori che seguono il paziente, anche se per assurdo lo vedono per la prima volta, sanno tutto di lui in pochissimi minuti: basta semplicemente aprire la loro scheda, guardare il piano di cura e leggersi le note riportate da chi lo ha visto precedentemente.
**In questo modo siamo riusciti a coniugare **
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**il lavoro di squadra di più dottori esperti in diverse branche dell’odontoiatria per ottenere un livello di qualità al top **
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e mantenere il rapporto di “fiducia” medico-paziente tipico di uno studio dentistico di paese.
Domande frequenti
Se in uno studio lavorano tanti dentisti, rischio di essere seguito male?
No, purché le informazioni sul tuo caso siano scritte e condivise. Il problema non è quanti medici ti vedono, ma se chi ti visita oggi sa cosa è stato fatto e deciso le volte precedenti. Negli studi organizzati questo lo garantisce la cartella clinica digitale, dove piano di cura, terapie eseguite, farmaci prescritti e osservazioni vengono annotati appuntamento per appuntamento. Il rischio esiste, invece, dove le informazioni restano solo nella memoria di una persona: in quel caso basta un'assenza o un cambio di collaboratore per perdere il filo del tuo percorso.
Che cos'è il diario clinico e cosa ci finisce dentro?
È la scheda digitale del paziente e contiene molto più dell'elenco delle cure. Oltre al piano di trattamento e a ciò che resta da fare, ci vengono annotate le terapie eseguite in ogni seduta, le difficoltà incontrate, i farmaci prescritti, quello che il paziente ha riferito ad assistenti e segretarie e come è andato il decorso dopo un intervento. Con un archivio così, un medico che ti vede per la prima volta ricostruisce la tua storia in pochi minuti aprendo la scheda. È anche il motivo per cui vale la pena raccontare allo studio anche i dettagli che sembrano irrilevanti: se vengono scritti, restano.
Come faccio a capire se uno studio tiene traccia della mia storia clinica?
Osserva due cose: se ti fanno domande di cui hanno già la risposta e se qualcuno ti richiama dopo un intervento. Uno studio che gestisce bene i dati apre la tua scheda davanti a te, sa cosa è stato fatto l'ultima volta, ricorda un farmaco che avevi segnalato e riprende il piano di cura dal punto giusto. Puoi anche chiedere esplicitamente se le annotazioni sono digitali, se vengono salvate con un backup e come ottenere copia della tua documentazione: sono richieste legittime e la risposta ti dice molto sull'organizzazione che c'è dietro.
Perché oggi l'odontoiatria è divisa in tante branche diverse?
Perché conoscenze e strumenti disponibili sono cresciuti al punto che nessuno può padroneggiarli tutti allo stesso livello. Ogni branca ha protocolli, materiali e strumentazione propri, e restare aggiornati su una sola richiede già corsi e pratica continua. Non significa che un dentista non debba saper fare un po' di tutto, ma che per i trattamenti delicati conviene rivolgersi a chi si occupa principalmente di quello. È la stessa logica che vale in medicina, come raccontiamo parlando di perché ogni trattamento ha bisogno del suo specialista.
Chi controlla la presenza di lesioni sospette nel cavo orale?
Se ne occupa la patologia orale, una branca che molti pazienti non conoscono e che riguarda le malattie delle mucose della bocca, comprese le lesioni che meritano un approfondimento. È importante perché una diagnosi precoce di tumore orale cambia radicalmente la prognosi, e la bocca è una delle poche zone del corpo che qualcuno guarda con attenzione una o due volte l'anno. Per questo negli studi organizzati esiste una figura dedicata a questo aspetto. Nel dubbio, segnala sempre al tuo dentista una macchia, un'ulcera o un gonfiore che non se ne va da un paio di settimane.
Posso chiedere di essere seguito sempre dallo stesso dottore?
Sì, ed è una richiesta legittima, ma vale la pena capire cosa comporta. Sulle cure ordinarie e sui controlli la continuità con la stessa persona è utile e di solito viene organizzata volentieri. Sui trattamenti che richiedono competenze specifiche, insistere per essere seguito da un solo medico può significare rinunciare a chi fa quel tipo di terapia tutti i giorni. La via di mezzo che funziona è avere un riferimento fisso che risponde del tuo percorso complessivo e che deleghi le singole fasi a chi è più preparato, lasciandone traccia scritta nella tua scheda.
Direttore Sanitario Dott. Gianluca Piovani albo Odontoiatri di BS n. 580, inf. sanitaria ai sensi della legge 248 ( Legge Bersani) del 2006 e della legge 145 del 2018
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