L'apparecchio non serve solo a raddrizzare i denti. Una parte dell'ortodonzia lavora sulle ossa: allarga un palato stretto, guida la crescita della mascella e della mandibola. Questo lavoro si può fare solo mentre il bambino cresce, e in alcuni casi conviene cominciare già a 5-6 anni. Se un morso inverso o un palato molto stretto vengono lasciati andare fino all'adolescenza, i denti si potranno ancora raddrizzare, ma le ossa no: nei casi più gravi, da adulti, l'unica correzione completa è chirurgica. La maggior parte dei bambini non ha bisogno di un apparecchio così presto, ma ha bisogno di una visita che lo escluda.
«Ha i denti un po' storti, ma è presto. Torni quando avrà cambiato tutti i denti, e allora mettiamo l'apparecchio.» Molti genitori si sono sentiti dire così di un figlio di 6 anni. A volte è il consiglio giusto. Altre volte, a 12 anni, la stessa bocca ha un problema che non si risolve più come si sarebbe risolto prima.
La differenza la fa una cosa che dallo specchio non si vede: se il problema è nei denti o nelle ossa che li reggono. In questa guida trovi quali problemi conviene correggere da piccoli, quali si possono aspettare, cosa succede quando si aspetta troppo e a che età portare tuo figlio alla prima visita ortodontica, nelle nostre sedi di Travagliato e Orzinuovi.
Due apparecchi diversi: uno sposta i denti, l'altro guida le ossa
Quando si dice "apparecchio" si pensa alle placchette incollate sui denti di un ragazzo di 14 anni, o agli allineatori trasparenti. Sono apparecchi ortodontici: spostano i denti dentro l'osso, uno per uno, finché sono allineati e chiudono bene. Per funzionare hanno bisogno dei denti permanenti, quindi si usano dai 12 anni circa in su, e poi a qualsiasi età: anche a 50 anni i denti si possono raddrizzare.
Poi ci sono gli apparecchi ortopedici, che si attaccano ai denti ma non servono a muoverli. Lavorano sulle ossa: il palato, la mascella, la mandibola. Allargano un palato stretto, frenano o stimolano la crescita di una delle due arcate, accompagnano la mandibola nella posizione giusta. Sono questi gli apparecchi che si mettono da bambini.
Funzionano perché a quell'età le ossa della faccia stanno crescendo e rispondono alle forze. Il palato, per esempio, è formato da due metà unite al centro da una sutura, una giunzione che nel bambino è ancora elastica. Un espansore applicato ai denti superiori la apre poco a poco, e l'osso nuovo si forma nello spazio che si crea. Con gli anni quella sutura si irrigidisce e si salda, e la stessa spinta non apre più niente: sposta solo i denti.

L'apparecchio ortopedico fa quindi da piccoli un lavoro che da grandi non si potrà più fare allo stesso modo.
I problemi che conviene non aspettare
Il morso inverso: i denti di sotto davanti a quelli di sopra
Normalmente, a bocca chiusa, gli incisivi superiori coprono un poco quelli inferiori. Nel morso inverso anteriore succede il contrario: i denti di sotto chiudono davanti. A volte è solo un dente che è spuntato storto. Altre volte è il segno di una terza classe scheletrica, in cui la mascella è piccola o arretrata, la mandibola è grande o avanzata, o tutte e due le cose.
È il caso in cui il tempo pesa di più. La mandibola continua a crescere fino a fine adolescenza, e in una terza classe tende a crescere nella direzione sbagliata: un difetto lieve a 6 anni può diventare evidente a 15. Nel bambino si può intervenire sulla mascella, con apparecchi che la spingono in avanti mentre cresce. La revisione Cochrane sulle terze classi trova che la maschera facciale, l'apparecchio più studiato, migliora il morso rispetto al non trattare, almeno a fine cura. Le prove non seguono i bambini abbastanza a lungo per dire quanto il risultato tenga fino all'età adulta, ed è il motivo per cui questi bambini si controllano fino a fine crescita.

Se una terza classe scheletrica grave arriva all'età adulta senza essere stata trattata, l'apparecchio può allineare i denti ma non può cambiare la posizione delle ossa. La correzione completa diventa la chirurgia ortognatica: un intervento in anestesia generale, fatto a crescita finita, che riposiziona la mascella, la mandibola o entrambe, preceduto e seguito da un apparecchio fisso. Non tutte le terze classi trattate da piccoli evitano l'intervento, perché a decidere è anche quanto la mandibola cresce dopo.
Il morso crociato laterale
Qui il problema è di larghezza. Il palato è stretto, e a bocca chiusa i denti superiori di un lato, o di tutti e due, cadono dentro quelli inferiori invece che fuori. Spesso il bambino, per chiudere, sposta la mandibola di lato. Lo fa senza accorgersene, migliaia di volte al giorno, e la mandibola rischia di crescere storta, con il mento che devia verso un lato.
Nei bambini si corregge allargando il palato. La revisione Cochrane aggiornata nel 2021 trova, con prove di alta certezza, che fra i 7 e gli 11 anni sia l'espansore fisso sia la placca mobile correggono il morso crociato meglio della semplice osservazione. Dopo la saldatura della sutura, allargare il palato di un adolescente maturo o di un adulto richiede apparecchi ancorati all'osso con piccole viti o un'espansione assistita chirurgicamente.
Il palato stretto e i denti senza spazio
Anche senza morso crociato, un palato stretto vuol dire poco spazio. I denti permanenti sono più grandi di quelli da latte, e se l'arcata è piccola non ci stanno. Lo si intuisce già prima che cadano i denti da latte: i dentini di un bambino di 5 anni dovrebbero avere piccoli spazi fra l'uno e l'altro, che servono proprio a far posto ai permanenti. Denti da latte serrati, senza nessuno spazio, sono un segnale da far guardare.
Allargare il palato nel bambino crea spazio vero, nell'osso. Se si aspetta, a 12 anni lo spazio si può ancora ricavare, ma con mezzi di compromesso: a volte togliendo qualche dente sano perché gli altri stiano in fila.
Il morso aperto e le abitudini
Il ciuccio, il dito in bocca, la lingua che spinge contro i denti quando si deglutisce, la bocca sempre aperta per respirare: tenute a lungo, sono abitudini che modellano le ossa. Il risultato tipico è il morso aperto, con gli incisivi che a bocca chiusa non si toccano, o un palato stretto e alto.
Qui l'apparecchio è solo metà del lavoro. Se l'abitudine continua, il problema torna. Si lavora quindi anche sulla causa: togliere il ciuccio, rieducare la deglutizione, e far controllare dal pediatra o dall'otorino un bambino che dorme a bocca aperta e russa, perché adenoidi e tonsille ingrossate possono essere il motivo per cui non respira dal naso.
| Cosa noti | Di cosa può trattarsi | Quando di solito si interviene |
|---|---|---|
| I denti di sotto chiudono davanti a quelli di sopra | Morso inverso, a volte una terza classe scheletrica | Presto, già nella dentatura da latte o mista |
| Per chiudere la bocca sposta la mandibola di lato | Morso crociato laterale, palato stretto | Presto, prima che la mandibola cresca storta |
| Denti da latte serrati, senza spazi | Poco spazio per i permanenti, palato stretto | Durante la crescita, se il palato va allargato |
| Gli incisivi a bocca chiusa non si toccano | Morso aperto, spesso da abitudini | Prima si toglie l'abitudine, poi si valuta l'apparecchio |
| Denti di sopra molto in fuori | Seconda classe | Di solito in preadolescenza; prima se il rischio di traumi è alto |
| Un dente storto o un leggero affollamento | Problema dei denti, non delle ossa | Con i permanenti spuntati, dai 12 anni circa |
Quando invece si può aspettare
Non tutti i problemi vanno anticipati.
I denti superiori sporgenti (la seconda classe, quella del bambino che "ha i denti in fuori") di solito si trattano meglio più avanti, verso la preadolescenza, quando la crescita accelera e l'apparecchio la può sfruttare. La revisione Cochrane del 2018 ha confrontato il trattamento precoce, intorno ai 7-11 anni, con un solo trattamento in adolescenza: il risultato finale sul morso è simile. Il vantaggio dell'anticipare è uno, ma conta: i denti molto sporgenti si urtano e si rompono più facilmente, e trattarli presto riduce i traumi. Si anticipa quindi quando gli incisivi sono molto in fuori, quando il bambino fa sport di contatto, o quando l'aspetto gli pesa davvero con i compagni.
I denti storti senza problemi di ossa (un incisivo ruotato, un leggero affollamento) si possono aspettare. Si raddrizzano con l'apparecchio fisso o con gli allineatori quando i permanenti sono spuntati; come scegliere fra i due lo trovi nella guida Invisalign o apparecchio fisso.
La maggior parte dei bambini che visitiamo a 5-6 anni, infatti, non mette nessun apparecchio. Esce con un controllo fissato fra sei mesi o un anno, per vedere come cambiano i denti.
A che età la prima visita ortodontica
L'American Association of Orthodontists raccomanda la prima visita ortodontica ai primi segni di un problema, e comunque entro i 7 anni. Noi la consigliamo un po' prima, intorno ai 5 anni: a quell'età la bocca ha ancora tutti i denti da latte, ma le ossa si leggono già, e se c'è un morso inverso o crociato si ha tutto il tempo per scegliere il momento giusto.
Ci sono segnali che un genitore può notare da sé, e che valgono una visita anche prima:
- quando chiude la bocca, i denti di sotto stanno davanti a quelli di sopra;
- per chiudere sposta la mandibola di lato, o il mento sembra storto;
- i denti da latte sono serrati, senza spazi fra l'uno e l'altro;
- dorme a bocca aperta, russa, respira spesso con la bocca anche di giorno;
- usa ancora il ciuccio o succhia il dito all'età della scuola materna;
- gli incisivi a bocca chiusa non si toccano.

Come si svolge la prima visita
È una visita tranquilla, senza strumenti che fanno male. Il dentista guarda come si chiude la bocca, come si muove la mandibola, la forma del palato, come respira e deglutisce il bambino. Se serve, si fanno delle foto e un'impronta digitale con lo scanner, senza paste in bocca. Le radiografie si chiedono solo quando servono a decidere, non di routine.
Alla fine le strade sono tre: non c'è niente da fare; c'è qualcosa da tenere d'occhio, con un controllo fissato; c'è un problema da trattare ora, e allora si spiega che apparecchio serve, per quanto tempo e cosa comporta per il bambino. Il preventivo si fa in quella sede, perché dipende da quale apparecchio serve e per quanto.
Molti bambini fanno due fasi: un apparecchio ortopedico da piccoli e, anni dopo, un apparecchio che allinea i denti. La prima fase sistema le ossa, la seconda rifinisce i denti, e quando la prima è stata fatta al momento giusto la seconda è spesso più breve e più semplice. I trattamenti per bambini e ragazzi sono descritti nella pagina di ortodonzia; come prepariamo i più piccoli alla poltrona, in quella di pedodonzia.
Domande frequenti
Come faccio a capire se mio figlio ha il palato stretto?
A occhio è difficile, perché il palato stretto non si vede quando il bambino sorride. I segnali sono indiretti: denti da latte serrati e senza spazi, arcate che non si incastrano bene, denti di sopra che a bocca chiusa cadono dentro quelli di sotto, la mandibola che si sposta di lato per chiudere. Alcuni bambini hanno i dentini apparentemente in ordine e il problema compare solo con l'arrivo dei permanenti, più grandi. Per questo la valutazione si fa in studio, con un controllo intorno ai 5 anni. Cosa succede alla prima visita di un bambino lo trovi nella guida alla prima visita dal dentista.
A che età si può allargare il palato di un bambino?
Il momento migliore è durante la crescita, quando la sutura al centro del palato è ancora elastica e un espansore la apre con forze leggere. Gli studi sull'espansione nei bambini riguardano soprattutto la fascia fra i 7 e gli 11 anni, ma si può intervenire anche prima, se il problema è evidente. Con la crescita la sutura si irrigidisce e poi si salda: in un adolescente maturo o in un adulto il palato si può ancora allargare, ma con apparecchi ancorati all'osso o con un intervento. Per questo aspettare il cambio di tutti i denti può far perdere il periodo in cui farlo è più semplice.
Mio figlio dovrà portare due apparecchi diversi, uno da piccolo e uno da grande?
Spesso sì, e non è un errore né un doppione: sono due apparecchi con scopi diversi. Quello ortopedico, da bambini, non raddrizza i denti ma prepara le ossa, così i permanenti hanno lo spazio per spuntare nella posizione giusta. Quello che allinea i denti, fisso o con gli allineatori, arriva quando i permanenti ci sono tutti. Se la prima fase è stata fatta al momento giusto, la seconda è di solito più breve e più semplice, e a volte permette di non togliere denti sani per fare spazio. Le opzioni per la seconda fase sono nella pagina di ortodonzia.
L'apparecchio ortopedico dà fastidio a un bambino piccolo?
Nei primi giorni un po' sì, come qualsiasi cosa nuova in bocca: il bambino lo sente ingombrante, può parlare in modo un po' diverso e avvertire una pressione sui denti. A quell'età però ci si abitua in fretta, spesso più in fretta di quanto temano i genitori. Aiuta spiegargli a cosa serve e farlo diventare una piccola abitudine di casa, senza drammi. Se invece compare un dolore vero, una ferita in bocca, o l'apparecchio si muove o si stacca, va detto subito allo studio, senza aspettare il controllo successivo.
Se i denti da latte sono storti, anche i permanenti verranno storti?
Non per forza, ma è un segnale da far guardare. I permanenti sono più grandi dei denti da latte: se già i dentini faticano a stare in fila, è probabile che lo spazio non basti per i definitivi. In altri casi i denti storti sono la parte visibile di un problema delle ossa, come un palato stretto o una mandibola spostata. A volte invece è solo un dente spuntato male, che si sistema da sé. Distinguere i casi è proprio lo scopo del controllo: capire se sotto c'è dell'altro o se basta osservare nel tempo.
Cosa rischio davvero se aspetto la caduta di tutti i denti da latte?
Dipende dal problema. Per la maggior parte dei bambini non si rischia niente: i denti si raddrizzeranno da ragazzi come previsto. Per alcuni problemi delle ossa, però, aspettare vuol dire perdere il periodo in cui si correggono con poco. Un palato stretto non allargato in tempo lascia soluzioni di compromesso, come togliere denti sani per fare spazio. Una terza classe scheletrica grave non trattata può arrivare all'età adulta con la chirurgia come unica correzione completa. Per questo il controllo va fatto presto: non per mettere l'apparecchio a tutti, ma per decidere quando tutte le strade sono ancora aperte.
Prenota la prima visita ortodontica
Il Centro Dentistico Piovani Zubani visita i bambini in entrambe le sedi: a Travagliato, in Via Brescia 44, e a Orzinuovi, in Via Francesca 8.
Se tuo figlio ha intorno ai 5 anni, o se hai notato uno dei segnali di questa guida, prenota su prenota.piovanizubani.it. Alla visita capiamo se c'è qualcosa da correggere adesso, qualcosa da tenere d'occhio o niente di cui preoccuparsi.
Fonti
- Orthodontics for children: when to see an orthodontist — American Association of Orthodontists
- Orthodontic treatment for posterior crossbites — Ugolini et al., Cochrane Database of Systematic Reviews, 2021
- Orthodontic treatment for prominent lower front teeth (Class III malocclusion) in children — Cochrane Database of Systematic Reviews, aggiornamento 2024
- Orthodontic treatment for prominent upper front teeth (Class II malocclusion) in children and adolescents — Batista et al., Cochrane Database of Systematic Reviews, 2018
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